Pattinaggio artistico a rotelle
Cronache di uno skater dismorfofobico
Il presente, gli istanti e i rittbergher….
January 29th, 2010 by Giorgio
Innanzi tutto chiedo scusa, sto trascurando questo blog in maniera TOTALE. Ma che ci crediate o meno ho davvero così tante cose da fare che arrivo la sera distrutto e trovare dei ritagli di tempo diventa ogni volta difficile.
Ma non sono qui per giustificare le mie colpe. Le ho e ne prendo atto… con la promessa di fare molto molto meglio da ora in avanti.
e adesso passiamo al motivo del post.
LA CALMA
Siamo in piena fase “delirio pregara” Infatti le selezioni provinciali uisp ci saranno il 21 del mese prossimo.
Da un rapido conto risulta che mancano esattamente 23 giorni.
Gli allenamenti già da un po’ di tempo si sviluppano in: riscaldamento, trottole e salti per la prima mezzora e poi il resto dischi e dischi….
Dischi fatti a ruota, a ripetizione in modo da aumentare anche il fiato. Che una volta in gara tra adrenalina e paura respirare diventa qualcosa di cui ci si dimentica fin troppo facilmente.
Ed è stato proprio durante uno di questi velocissimi allenamenti che ho capito l’importanza della lentezza. Da quando ho cambiato società, le mie allenatrici (ebbene si abbiamo la fortuna di averne 2) mi dicevano di fare le cose “con calma”
Ma sentirselo dire è diverso da capirlo anche se chi te lo dice ci riesce nel migliore modo possibile.
Certe cose vanno capite e basta, si può spiegare un milione di volte ad un paracadutista come buttarsi. Ma capirà davvero tutto quanto quando da solo si troverà proprio sul bordo del precipizio…
Così, mi dicevano di fare le cose con calma. E alla fine ho capito quello che stupidamente da mesi non riuscivo a sentire. E’ stata una catena da 3 rit che mi ha illuminato.
Le cose hanno bisogno di un tempo, come un uovo per schiudersi… o un fiore per aprirsi.
Saltare e appena a terra un nuovo salto. Subito! subito!! Le lancette corrono accidenti bisogna fare in fretta non sono abbastanza veloce devo essere velocissimo, c’è una coreografia da seguire diamine!
Il pattinaggio è velocità, quindi veloce Giorgio ancora + veloce.
Ma su un salto da un giro, quanto tempo si potrà mai guadagnare facendo le cose rapidamente?
decimi di secondo? Forse
centesimi??? Sicuramente!
Ma il prezzo che si paga per questo aumento di velocità qual’è?
I movimenti risultano sporchi, poco precisi ed insicuri.
Poichè si pensa a fare il salto successivo quando quello precedente, di fatto, non è ancora giunto a termine. Creando un alone di disordine intorno all’atleta
Invece fare le cose con la LORO calma ed il LORO TEMPO è lasciarsi trasportare dai movimenti. Aspettare che il passo stesso dica cosa fare e quando, non viceversa.
Il pensare al salto successivo comporta paura e pensieri… ”cavolo adesso devo fare questo salto e se lo sbaglio?”
Si è spaventati dal futuro che diventa il nostro unico obiettivo.
Si lascia da parte il presente cercando di migliorare qualcosa che ancora, di fatto non esiste, così il presente, quello che stiamo vivendo, viene compromesso da quella paura.
Pensare al 3° salto di una catena da 3 è stupido.
Il 3° salto non può venire bene se non è perfetto il secondo salto… e il secondo salto non può venire bene se non è perfetto il primo… e il primo non può venire bene se non è perfetta la preparazione…. Quando ogni cosa si fa alla perfezione per se stessa, tutta la catena sarà di conseguenza perfetta. Pensare a realizzare il miglior presente possibile rende il futuro migliore, sempre misterioso ma leggermente migliore. Sai di aver fatto il massimo ed è un gran regalo già questo
Quindi ci vuole calma. Il pattinaggio non è questione di velocità… è questione di calma… è questione di adesso, questione di ora, è questione di vivere davvero secondo dopo secondo (e forse in alcuni casi per certi salti o trottole un secondo è già troppo). E’ la definizione stessa di istante!
Il presente è un dono che permette di regalarci il migliore futuro possibile.
Beh ovvio che poi un cuscinetto si può grippare da solo dopo un arrivo sputando palline ovunque (vero Irish…). Però almeno fino a quell’arrivo…. sarà stato tutto perfetto! meglio di così….
giorgio–> lezione di danza jazz sperando di vivere un secondo alla volta.
Notte gente.
Europei pattinaggio sul ghiaccio Tallin 2010
January 8th, 2010 by Giorgio
Ebbene ci siamo, a brevissimo gli europei di pattinaggio artistico di Tallin banco di prova per molti in vista delle olimpiadi.
Non sono bravo con i pronostici ne tantomeno a giudicare. Gente estremamente competente se ne sta occupando quindi mi ritiro
(e poi non sono del mondo mentolante del ghiaccio, il mondo in cui vivo è quello alla liquerizia e cilindrico delle rotelle)
Il mio famoso odio verso Carolina Kostner oramai è lontano. Quello che è successo ai mondiali di Los Angeles e quello che sta continuando a succedere è la prova che lei adesso come persona ha anche bisogno del mio aiuto.
Non è giusto. Se fossi io al suo posto, se una persona che mi odia venisse da me a dirmi che dopotutto fa il tifo, forse ci metterei anche quel qualcosa in più. Non credo leggerà mai questo blog, ma nessuno merita di stare male, dopotutto si sta facendo il culo sul ghiaccio esattamente come me sul parquait.
Quando ricomincerà a vincere, solo allora sarà il momento delle solite critiche dure e pesanti, di farsi venire un sorriso sghembo quando sbaglia un triplo e dire accidenti quando arriva seconda o prima. Ma non adesso. E poi le olmpiadi sono sport e basta quindi benchè il mio amore vada a yu-na kim (di cui ho pure l’autgrafo) nessuno mai merita un odio (tantomeno chi è in difficoltà)…
bando alle ciance, è tempo di dati e informazioni utili!
Allora, questi sono i giorni e gli orari in cui si svolgeranno le varie gare così come li ho ripresi da un altro blog, anch’esso mentolante, che si occupa ovviamente dei nostri fratelli + fortunati sul ghiaccio (+ fortunati solo per via dei compensi, non perchè il ghiaccio sia meglio delle rotelle sia chiaro) (schifosamente di parte)
Il blog è ovviamente icetoice il migliore per quanto riguarda fresco del ghiaccio (a mio modesto avviso)
Ecco quindi gli orari delle gare dei campionati europei che si svolgeranno a Tallin, gennaio 2010
Martedì
13.30 Ice Dance
18.30 Opening
19.20 Coppie
Mercoledì
11.00 uomini short
14.30 uomini short
18.30 coppie libero
20.00 coppie libero
Giovedì
13.00 ice dance
18.45 Uomini libero
20.15 Uomini libero
Venerdì
10.30 donne short
14.15 donne short
18.40 danza
20.00 danza
Sabato
13.30 donne libero
15.00 donne libero
15.30 gala
Come in un Film
January 3rd, 2010 by Giorgio
Sono in montagna e sto trasmettendo questo post in differita
Ovviamente qui le rotelle sono vietate… o meglio, sono inutili. C’è ghiaccio in abbondanza, ghiaccio ovunque, sulle macchine, ghiaccio dai pinnacoli che vengono giù’ dai tetti, sulle strade e bel ghiaccio levigato nel palazzetto del ghiaccio di Alba.
Ieri faccio un sopralluogo. Senza pattini, tanto per fare un giro, vado a vedere chi c’è nel palazzetto. Oltre ai soliti folli che si adoperano per trovare modi fantasiosi e sempre differenti di rimbalzare sul ghiaccio neanche fosse un tappeto elastico, c’è un terzetto composto da 2 atlete ed un allenatore di artistico.
Sto un po’ li a vedere cosa fanno. Rit, trottole esterne, spirali, a velocità prossima al nulla, ma la grazia delle pattinatrici non le abbandona mai nemmeno quando sono malate nel letto credo, cosi’ anche un rit fatto per esercizio quasi da fermi diventa qualcosa di bello e speciale. Sono stato li almeno un ora a vedere gli allenamenti, e lui, l’allenatore per tutto il tempo non ha smesso 5 secondi di sorridere e dare delicati buffetti sulla testa delle sue due atlete facendo ridere anche loro. Davvero una visione che riempie il cuore.
Ero fermo giusto di fianco al cancello laterale per l’ingresso in pista. Quando l’allenatore mi passa ad un metro per andare a prendere qualcosa nella giacca a vento su una panca a bordo pista.
Un signore abbastanza alto sulla 60 ina. Lo guardo e gli dico:
“certo che questo è lo sport + bello del mondo vero?”
E come in un film, lui mi guarda, si illumina fino alla punta dei piedi e con un accento russo potentissimo di rimando:
“tu ha perfettamente ragiuone, questo sport è bellissimo, anche tu fa questo?”
Così capisco che in realtà il film era un film ukraino fine anni 60….
Mentre parlavamo riferendosi ad una sua atleta che stava provando una abbassata perfetta mi fa “No bene, péccato lei vécchia, lei ha 21 anni” e poi lancia un sospiro…
A quel punto mi infiammo, come sarebbe “lei vecchia, lei ha 21 anni?” è una ragazzina accidenti a te dannato uomo dell’est!
Io ho iniziato a 26, russo. Ricorda!
Io ho 28 anni e presto ci sarà un russo in meno su pianeta… ma non l’ho detto, riportandogli solamente che, appunto, avevo iniziato a 26 anni…
Mi guarda fino e di sbieco come se avesse capito esattamente cosa stavo pensando, e poi il dannato russo (che dannato proprio non era) a sorpresa mi illumina la giornata.
“problema con grandi è paura. Poca paura bene, troppa paura male. Grandi ha paura piccoli no. Quando tu salta e tu guarda in basso, tu ha paura tu diventa come legno e non va bene, tutto si impara ma troppa paura è male”
Dopo di che lo chiamano e la conversazione si interrompe.
Quello che da sempre mi frena e mi fa stare male è proprio questo: Tutto si impara. Sarà vero!? La paura è male.. se fosse solo un problema di paura allora…. siamo quasi a metà strada.
Anastacia nella canzone “Boom” ad un tratto dice “complicated is understandig what you can achieve” (il difficile è capire a cosa vuoi arrivare)
Una volta che sai dove bisogna arrivare per ottenere ciò che vuoi la fase complessa è finita. Se il russo ha ragione, se il problema è la paura, allora forse, c’è da muoversi ancora di più in quella direzione.
Imparare quello che serve con gli allenamenti ma lavorare dentro se stessi per cercare di far diventare “troppa paura male” in “poca paura bene”
PREGIUDIZI
December 13th, 2009 by Giorgio
Siamo nel 2009, quasi 2010 oramai, un nuovo secolo, molte scoperte ogni giorno, ci sono cose fantastiche, come internet, come le mescole delle rotelle dei pattini o i materiali ultraleggeri e resitenti che compongono le piastre
Ma siamo nel 2009, quasi 2010 oramai, un nuovo secolo, ma…
Non so perchè, in qualche modo la mia mente perversa credeva che Giorgio fosse rimasto per qualche miracolo immune dai pregiudizi delle persone cercando sempre di essere se stesso.
Giorgio nel 2009, quasi 2010 si sbagliava.
Così è successo che è stato detto del mio aspetto : “meglio il cesso di casa mia che lui”.
Così è successo che è stato detto riferendosi a me: “a quello je pizzica la recchia”
in italiano: “a lui gli pizzica l’orecchio” sempre in italiano ma messo in forma classica:
E’ GAY.
Non credo si possa cadere + in basso di così, non mi sto riferendo a me, ma a chi dice certe perle illuminate di intelligenza
Oltretutto questo è solo un frammento di un discorso + ampio, il resto ve lo risparmio
Beh è ovvio, un ragazzo che fa danza classica e pattinaggio artistico, deve per forza essere GAY non c’è soluzione. E’ così!
Più importanza all’aspetto che alla sostanza
Più importanza ai modi piuttosto che ai valori
Più importanza a cio che si percepisce che alla realtà
Una cosa simile detta ad un dismorfofobico è equivalente tirare una bomba in un formicaio. Stavolta no. Forse perchè a dirlo è stata quella che credevo essere una amica.
Una di quelle amiche che le raccogli in lacrime dopo il ventesimo salto rovinato a terra. Una di quelle che hai difeso quando qualcuno se la prendeva con loro
La domanda è: se una “amica” è in grado di essere così tanto cattiva mi chiedo cosa si possa dire in giro di questo “ragazzo” che fa classica e pattinaggio artistico a rotelle.
Non sono gay e non ho nulla contro i gay sia chiaro, personalmente non la ritengo nemmeno una vera offesa. Sarò forse di troppo larghe vedute, ma dire che uno è gay per me è come dire “gli piace la pasta piuttosto che il riso”. E’ nella natura degli individui la preferenza sessuale dei singoli. Anche se molti non la pensano così.
Ma l’accezione e la cattiveria con cui mi è stato detto sono davvero senza pari. La rabbia è stata immediatamente coperta dallo stupore e l’effetto bomba è stato vanificato. Stupore perchè la vecchia storia si ripete, come in una specie di triste film (si potrebbero citare dozzine di titoli) come il riassunto di una lunga filmografia. Sembra incredibile, la realtà nn è così lontana da hollywood.
Come mai ci sono pochissimi maschi in questo sport? Beh, chiedetelo a chiunque, la risposta è li fuori.
La verità però grazie a dio resta immutabile.
Quando stai vivendo, non importa ne quanto una persona sia di bell’aspetto ne le sue preferenze sessuali.
Avere la convinzione che il tuo avversario ha bisogno di un dall’estetista non lo rende un avversario meno pericoloso.
Pensare che il tuo nemico sia gay, non lo rende meno aggressivo.
Quello che ti farà vincere lo scontro è la persona che sei, ed è la tua unica arma.
E se dai importanza a queste stronzate allora significa che non hai altro, significa che sei disarmato, significa che perderai rovinosamente
Chiudo le trasmissioni e per la seconda volta in questo blog ancora un grazie di cuore, ma davvero! A tutte le persone che mi stanno ostacolando, è grazie a voi se sono un po’ più veloce, un po’ + forte, e migliore rispetto a prima.
manca cuore…..
November 28th, 2009 by Giorgio
Il pattinaggio artistico, come la danza o la ginnastica non è SOLO uno sport.
E’ anche uno sport. Ma ci sono degli sviluppi molto particolari rispetto che ne so… ai 100 metri.
Pattinare è anche una questione di cuore.
A mio parere ci sono 2 modi per pattinare:
si può pattinare di “tecnica”. Stando a cercare il salto perfetto, l’elevazione giusta, la rotazione precisa, piuttosto che una chiusura serrata delle braccia o l’incrocio basso della gamba nella fase di volo.
Oppure si può pattinare di cuore. Pensando che stai buttando fuori quello che hai dentro. O meglio non pensando ma agendo. Lasciando che l’animo faccia il resto
Una cosa non può esistere senza l’altra.
E’ impossibile chiedere ad una persona che nn ha mai pattinato di esprimersi facendo un flip (a meno che non si conosca un bravo traumatologo)
Così come è impossibile chiedere robot umanoide progettato per pattinare in maniera perfetta di esprimersi attraverso un flip.
Serve la tecnica e il cuore.
Ma… ma in gara, o durante uno spettacolo la mente dovrebbe semplicemente rispondere a delle richieste, come un automa.
Ossia l’animo chiede “flip” la mente lo esegue e BASTA.
Poi noi, la parte migliore di noi, ci mette il resto. E rende quel flip o quel che cavolo sia, una reale proiezione della nostra parte più luminosa.
Però invece no!
Perchè giorgio è così preso a fare finta di voler dimostrare di saper pattinare bene che, ad ogni salto, pensa alla posizione delle braccia o all’incrocio piuttosto che alla rotazione delle spalle o a non aprire il fianco durante una trottola… e a questo e a quello e a quell’altro… poi c’è la gente intorno… i giudici, l’allenatrice, le compagne di squadra che fanno il tifo, e le viperette che brulicano e sputano veleno in pista… insomma in tutto questo frastuono giorgio dov’è?
E’ da qualche parte nascosto tra le rotelle e l’elastomero dello sterzo posteriore sinistro che prova a fare capolino dal buco del dado di fissaggio….
Manco di cuore mentre pattino. Penso troppo a troppe cose in maniera troppo serrata e troppo velocemente.
Così, per cercare di evitare gli errori finisco col prenderli tutti uno dietro l’altro, inesorabilmente.
Ma ache no, sarebbe pure ora di capire come si usa il mio animo?! a questo punto è un fatto di curiosità….
ECCHECAVOLO!